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Valentino Rossi si ritira dalla MotoGP

La grande attesa è finalmente terminata. Il 6 Marzo 2022 riparte ufficialmente il Motomondiale MotoGP con il gran premio di Losail. Sarà di sicuro una stagione esaltante con diversi piloti pronti a darsi battaglia all’ultima staccata per il titolo mondiale. Sarà caccia aperta al campione uscente Fabio Quartararo con Marc Marquez pronto a riprendersi la leadership persa anche a causa degli infortuni.

Gli italiani non staranno certo a guardare con Francesco Bagnaia in sella alla Ducati pronto al grande colpo avendo già dimostrato di poter vincere. Occhi puntati anche su Franco Morbidelli, compagno di team in Yamaha col detentore del titolo, e grande curiosità per la nuova scuderia VR46 racing team. Due i centauri italiani in sella, Marco Bezzecchi e soprattutto Luca Marini fratello di Valentino Rossi.

Proprio intorno al nome del nativo di Urbino si sono concentrati i pensieri di tutti gli appassionati nel corso dell’ultima stagione. Il motivo è molto semplice, dopo ben 25 anni, questo sarà il primo Mondiale MotoGP senza Valentino Rossi. Il nove volte iridato infatti, all’alba dei suoi 43 anni ha deciso di ritirarsi e gestire un team di MotoGP. Stiamo parlando di una autentica leggenda delle due ruote.

Un fenomeno globale Valentino Rossi

La decisione di lasciare le gare è arrivata forse un po’ tardi per qualcuno ma la sua incredibile voglia di continuare a misurarsi con la nuova generazione di piloti è stata encomiabile. Cercare di vincere il decimo titolo mondiale ha spinto il fenomeno di Tavullia a continuare nonostante l’avanzare dell’età. Il sogno stava per diventare realtà nel 2015 quando solo un po’ di sfortuna e un comportamento non esattamente sportivo di Marc Marquez gliel’hanno impedito.

Non vi è dubbio sul fatto che il Motomondiale non sarà più lo stesso senza VR46. A prescindere da quale sia il proprio pilota preferito, è innegabile anche da chi non ne ha grande simpatia, il fatto che Valentino Rossi abbia cambiato il mondo del Motociclismo professionistico. Grazie al suo clamoroso talento  alla innata voglia di stupire ed a quella semplicità e simpatia tipiche della terra d’origine, Vale Rossi ha contribuito in maniera fondamentale nel rendere la MotoGP un fenomeno mediato a livello globale.

In ogni circuito migliaia di tifosi, rigorosamente vestiti di giallo, si ritrovavano per tifare il loro campione. Anche gli avversari, nonostante la rivalità, hanno sempre riconosciuto la grandezza del fuoriclasse italiano.

Molti dei centauri che oggi vediamo darsi battaglia in pista sono cresciuti nel mito di Valentino Rossi. Non è certo un mistero che gente come Marquez, Lorenzo, Stoner o i campioni del momento come Miller, Bagnaia e Morbidelli avevano in Rossi un punto di riferimento. Anche se non più competitivo ad altissimi livelli, stargli davanti in pista era comunque motivo di orgoglio per chiunque. Poter dire un giorno di aver battuto una leggenda come il nove volte campione della MotoGP non è cosa da poco.

Vale la sua passione nelle Moto GP

Fu il padre Graziano a trasmettere la passione per le moto a Valentino il quale, cominciò con i go-kart a soli 9 anni di età. E’ nel 1993 a 13 anni che Rossi sale per la prima volta su una moto. In particolare si trattava di una Aprilia AF1 125 Futura esordendo poi nella competizione Sport Production con la Cagiva Mito 125.

Nei due anni seguenti vince prima il campionato delle derivate ed in seguito quello italiano delle 125. Il debutto ufficiale di Valentino Rossi nel motomondiale avviene nel 1996 con l’Aprilia RS 125 R del team privato AGV. Il nono posto al termine del campionato è il preludio a quella che diventerà una carriera formidabile. Nel 1997, in sella alla Aprilia Racing ufficiale.

VR46 vince il suo primo titolo mondiale annichilendo la concorrenza grazie a ben 11 vittorie su 15 GP disputati. Dopo un secondo posto alle spalle del compagno di squadra Loris Capirossi, nel 1999 Valentino vince anche il mondiale 250 sempre con l’Aprilia. Il nuovo millennio segna l’esordio del fenomeno pesarese nella classe regina ed il cambio di moto. Rossi passa alla Honda e comincia il sodalizio con Jeremy Burgess il suo storico capotecnico.

Primo anno di apprendistato, concluso comunque in seconda posizione dietro solo a Kenny Roberts Junior a dimostrazione dell’immenso talento. Il 2001 è caratterizzato da due eventi in particolare, l’ultimo anno delle 500 e l’inizio del mito Valentino Rossi nella classe regina del Motomondiale. Il pesarese stravince il mondiale collezionando 11 vittorie con la squadra satellite Nastro Azzurro Honda. Il primo anno dell’era MotoGP lo vede in sella alla Honda Repsol ufficiale con la quale vince i seguenti due campionati.

Valentino sceglie di passare in Yamaha

La sfida più grande avviene nel 2004 quando Valentino sceglie di passare in Yamaha nella diffidenza generale. Passava dalla moto più forte ad un team in crisi totale ed è proprio qui che il mito diventa leggenda. Fugando ogni dubbio sulle sue reali capacità, Rossi vince i due campionati mondiali MotoGP successivi sbaragliando la concorrenza delle Honda ufficiali.

Dopo le vittorie di Nicky Hayden nel 2007 e di Casey Stoner nel 2008, il fenomenale talento italiano mette in fila altri due titoli iridati sempre in sella alla Yamaha YZR M1 arrivando così a quota nove dietro solo a Giacomo Agostini ed Angel Nieto. Gli anni seguenti, complice anche un grave infortunio, lo vedono sempre grande protagonista ma purtroppo non più vincitore.

Passaggio in Ducati del Dottore

Il passaggio in Ducati fu, per sua stessa ammissione, un errore spinto dalla voglia di vincere con una casa italiana che però non si adattava per niente al suo stile di guida. Il ritorno in Yamaha, la rivalità con Jorge Lorenzo ed il fattaccio in Malesia nel 2015 con la caduta di Marquez che costò a Valentino una sanzione.

Dovette infatti partire dalla 26ma posizione nel GP di Valencia e questo, nonostante una incredibile rimonta, gli costò il decimo titolo. Qualche altra stagione con più bassi che alti fino alla decisione di ritirarsi dopo un ultimo anno in Petronas nel motomondiale 2021.

Da quest’anno in poi tutti gli sportivi guarderanno il Mondiale MotoGP con il dispiacere di non poter più appassionarsi alle battaglie ed alle divertenti scenette che solo il Dottore sapeva regalare.